croce2

La Croce dell’Argentario

Curiosità dall’Argentario

Una Croce sul Monte

Sulla sommità del promontorio il simbolo che invoca la protezione di Dio per questo bellissimo territorio e i suoi abitanti.

Monte Argentario deveveduta2 la prima parte del suo nome al rilievo di 635 mt. che domina questo lembo di terra, attaccato alla terraferma dai due Tomboli (Giannella e Feniglia) e dal quale è possibile osservare incantati il meraviglioso paesaggio che madre natura ha voluto donare a noi umani.
Arrampicandosi fino a Punta Telegrafo, la cima del promontorio, il nostro sguardo sarà rivolto da una parte ad ammirare le due lunghe strisce sabbiose sopra menzionate, la cittadina di Orbetello veduta3dalla caratteristica conformazione ovale e le colline maremmane fino al Monte Amiata; dall’altra parte invece la costa rocciosa e frastagliata dell’Argentario e le bellissime isole di Giglio e Giannutri.
Quello del monte è quindi sicuramente un luogo particolare, dove la natura esalta il desiderio di pace e comunione con ciò che ci circonda. Non per niente alle pendici del rilievo fu costruito in epoca settecentesca il convento dei Padri Passionisti, dove i religiosi potevano (e tuttora lo fanno) coltivare la propria vocazione in un ambiente che richiama la massima spiritualità. convento
E proprio i Passionisti del convento, progettoper simboleggiare l’unione tra pace dei luoghi e spiritualità dell’animo, si fecero promotori nella prima metà del ‘900 della costruzione di una Croce in ferro da posizionarsi proprio sulla sommità dell’Argentario.  A tale iniziativa aderirono subito con cospicui contributi anche gli abitanti del promontorio, che vedevano nel monumento un segno di devozione e invocazione della protezione di Dio.
Il 29 aprile 1934 la Croce fu quindi inaugurata con una gran cerimonia. Era costata 27.000 Lire, completamente in ferro e alta 19 metri.
Col tempo la gente fece l’abitudine a quella costruzione, presa com’era dalla necessità tutta terrena di sbarcare il lunario e sopravvivere in quegli anni tutt’altro che facili. croce3Comunque, anche se non ci faceva più caso, il sapere che ci fosse era più che sufficiente per sperare in un futuro migliore.
Purtroppo non andò così, giunse la guerra, e a pagarne le conseguenze fu proprio la Croce.
Porto Santo Stefano era considerato un punto strategico e quindi obiettivo dei bombardieri alleati che spesso e volentieri sganciavano il loro carico di morte sul promontorio. Il capoluogo fu praticamente raso al suolo nel corso delle varie incursioni e così, il 22 maggio 1944, si decise di abbattere proprio la Croce, ritenendo che essa costituisse un prezioso riferimento visivo per gli aerei.
Per gli abitanti dell’Argentario fu un pessimo segnale. Non solo disastrati dai bombardamenti, ma anche senza quel simbolo della benevolenza di Dio, chissà a quale tragico destino sarebbero incorsi.
Ma la guerra passò, si avviò l’opera di ricostruzione e tutti, sia i frati che gli abitanti dell’Argentario, sollecitarono la costruzione di una nuova Croce, nello stesso punto e sullo stesso basamento della precedente.croce1
L’opera fu ultimata il 25 giugno 1948. Era praticamente uguale all’altra, solo un metro più alta (20 metri contro i 19 della precedente) e il suo costo fu di circa un milione di lire.
Circa vent’anni dopo, nel 1966, il sindaco dotò la Croce di una illuminazione perenne al neon, soprattutto per attirarsi le simpatie degli abitanti in vista delle imminenti elezioni. In effetti nessuno ne sentiva l’esigenza, comunque il sapere che “Dio veglia su di noi, anche di notte” tanto male poi non avrebbe fatto.ripetitori
Per alcuni anni la Croce svettò solitaria sul Monte, sentinella spirituale dell’operato degli umani.
Ma, ben presto, all’Argentario approdò il Progresso, sottoforma del nuovo simbolo del focolare domestico: la televisione.
Il Monte fu quindi scelto come posto ideale per la collocazione di un paio di ripetitori televisivi. Due antenne colossali furono erette in breve tempo su uno dei colli più alti dell’Argentario, accanto al Colonnino, per cui la Croce perse la sua preminenza diventando subito più piccola. Era comunque posizionata ben distante dai ripetitori, per cui ancora ben visibile. E’ andata diversamente quando, in tempi recenti, il Progresso ha deciso di tornare sul monte per impiantare altre due enormi antenne, ripetitori per la telefonia mobile. A differenza dei precedenti essi sono stati eretti proprio accanto alla Croce per cui quest’ultima è quasi scomparsa di fronte all’incedere della nuova tecnologia. Verrebbe da dire che il profano ha avuto il sopravvento sul sacro, ma chi abita da queste parti, e ogni tanto volge lo sguardo al monte, sa perfettamente che il primo riferimento è quel simbolo cristiano che ha vegliato per tanti anni su questo meraviglioso territorio e lo farà per molto tempo ancora.

 

L’Hotel La Caletta, nel centro di Porto Santo Stefano, rappresenta la location ideale per vivere al meglio la tua vacanza.

Mare, natura e divertimento: il mix giusto per un soggiorno all’insegna del relax e benessere totale.

Per maggiori informazioni visita il nostro sito o

contattaci al 0564.812939