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Il Caldaro – Argentario in cucina

Argentario in cucina

Il Caldaro

 

L’Argentario, circondato completamente dal mare, è stato sin dai tempi antichi un punto di approdo per i pescatori.

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Pescatori di fine ‘800 (foto by pag. fb Argentario e il tempo che fu)

Basti ricordare che Strabone, geografo greco del I sec. a. C., descrive quest’area e fa cenno all’odierno Porto Santo Stefano come un osservatorio per la pesca dei tonni. La pesca ha avuto anche un’importante funzione nel progressivo popolamento del promontorio, favorendo l’immigrazione di intere famiglie provenienti da più parti d’Italia, soprattutto dalla Campania ma anche dalla Liguria e parte della Toscana costiera. A testimonianza di ciò il fatto che la toponomastica odierna è ricca di cognomi che tradiscono l’origine di queste zone. Ai pescatori dobbiamo quindi la crescita dell’Argentario non solo a livello demografico ma anche per il fondamentale contributo dato alle tradizioni e usanze di questa terra, sotto tutti gli aspetti culturali.

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Paranza al rientro da una battuta di pesca (foto by www.monteargentario.info)

Tra questi uno dei più importanti è legato alla cucina perchè il pesce è il protagonista della maggior parte delle pietanze tipiche del promontorio, preparato nei più svariati modi e maniere. E allora oggi parliamo di uno di questi piatti, legato fortemente alla tradizione: il Caldaro, la zuppa di pesce dell’Argentario.caldaro

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paranze rientrano in porto (foto by www.monteargentario.info)

Esso ha origini antiche e veniva preparato direttamente dai pescatori sia a bordo durante la battuta di pesca, dopo la prima issata delle reti a strascico e in attesa delle seguenti, o al ritorno direttamente sugli scogli (quest’ultima usanza è stata ripresa anche dalle famiglie che la domenica andavano al mare e, procurandosi personalmente la materia prima in loco, preparavano la zuppa sulla spiaggia stessa).caldaro

Il Caldaro deve il suo curioso nome alla grossa pentola in cui i pescatori lo preparavano ed è composto da pesci liscosi, molluschi e crostacei che vengono cucinati nel brodo che essi stessi producono, aromatizzato con il soffritto di aglio, cipolla e prezzemolo e il pomodoro. Il prodotto finale è un magnifico mix di sensazioni ed emozioni: attraverso il profumo ed il sapore del Caldaro vi sembrerà di essere a bordo delle paranze, le tipiche imbarcazioni dei pescatori, e respirare l’odore unico che solo il mare sa offrire. Un’esperienza sicuramente da vivere e che si amplifica gustando questa pietanza in uno dei ristoranti sul litorale di Porto Santo Stefano, in compagnia dello splendido panorama del golfo e, perchè no, da un bel bicchiere di vino bianco locale come l’Ansonica.caldaro

 

Concludiamo postando la ricetta del Caldaro, in modo che possiate prepararlo nelle vostre case ma, al tempo stesso, augurandovi di poterlo assaporare al più presto direttamente all’Argentario.

Caldaro dell’Argentario

Ricetta per 4 persone

Ingredienti:

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 3 cucchiai di olio extravergine di oliva 1 cipolla – 2 spicchi d`aglio – 1 rametto di prezzemolo fresco – 1 peperoncino – 250/300 grammi di polpo di scoglio – 250 grammi tra seppie e totani – 1/2 bicchiere di vino bianco – 250 grammi di pomodori pelati – 250 ml di brodo di pesce – 1 kg di pesce misto: tracine, pesci san pietro, gallinelle, gronchi, scorfani, murene e una manciata di spernocchie o cicale di mare – 4 fette di pane casalingo raffermo – sale q.b.

Preparazione:caldaro pulire e tritare finemente la cipolla, uno spicchio d’aglio ed il prezzemolo. In un tegame, preferibilmente di coccio, versare l’olio extravergine di oliva e mettervi ad imbiondire il trito di odori, aggiungendo il peperoncino. Pulire e lavare abbondantemente sotto l’acqua corrente ilpolpo (eliminando il dente, le viscere e gli occhi), le seppie (eliminando la sacca d’inchiostro) ed i totani e tagliarli a pezzetti. Aggiungere i molluschi nel tegame e farli rosolare girandoli spesso con l’aiuto di un mestolo. Versare il mezzo bicchiere di vino bianco e far evaporare. Salare e aggiungere i pelati. Aggiungere qualche ramaiolo di brodo di pesce scaldato in precedenza (in alternativa potete usare dell’acqua bollente). Far cuocere la zuppa a fiamma media per circa 40 minuti. Intanto pulire i pesci e tagliarli a pezzetti medio-grandi. Aggiungerli alla zuppa, ciascuno secondo il tempo di cottura necessario. Per ultime le spernocchie. Salare e completare la cottura. Abbrustolire le fette di pane, strusciarci sopra uno spicchio d’aglio e disporle nella zuppiera in cui sarà versato il Caldaro pronto. Buon appetito!!

 

L’Hotel La Caletta, nel centro di Porto Santo Stefano, è la meta ideale per conoscere tradizioni e sapori dell’Argentario 

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