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Caravaggio: i misteri di un artista sublime e maledetto.

Caravaggio: i misteri di un artista sublime

e maledetto.

Omaggio al pittore i cui resti riposano da qualche mese nel  nuovo parco monumentale di Porto Ercole a lui dedicato.

“Una vita movimentata come poche, vissuta intensamente e senza sosta.
Ottenne gloria ed onori, si guadagnò l’affetto e la protezione dei potenti e dovunque andava la fama di un talento non comune lo precedeva. Ma affondò spesso, e volontariamente, tra la gente più semplice. Conobbe la fuga, la paura, il disonore, il disprezzo. Cercò la rissa, la violenza e lo scontro. E la sua morte sembra uno scherzo della storia.”

La vita, ma soprattutto la fine, di Michelangelo Merisi detto il Caravaggio è da sempre avvolta nel mistero. La sua morte è uno dei grandi gialli della storia dell’arte sia per le modalità che per il luogo della sepoltura.
Tra le poche certezze sembra esserci la località in cui il pittore perì, che è porto ercolePorto Ercole, il secondo centro abitato del promontorio dell’Argentario, anche se nel corso dei secoli tale verità è stata più volte messa in dubbio.
Per capire la fine dobbiamo però tornare indietro e dare un rapido sguardo al personaggio , pittore di incredibile talento ma di carattere estremamente difficile.
Il Merisi nacque nel 1571 a Caravaggio, in provincia di Bergamo (anche se il dubbio che la sua città natale sia Milano esiste). Alla morte dei genitori, giovanissimo si trasferisce dalla Lombardia a Roma per affinare la sua tecnica pittorica. Dopo alcuni insoddisfacenti apprendistato presso le botteghe della capitale, la svolta si ebbe nel 1595, quando il Caravaggio incontrò il cardinale Francesco Maria Del Monte, il primo a comprendere il grande talento del pittore. caravaggio-baccoSotto la sua protezione egli ottenne numerose committenze e la sua fama si diffuse per tutta la capitale. Il Cardinale non solo gli procurò un gran numero di opere private, per sé e per gli amici, ma gli fece anche ottenere le prime committenze pubbliche.
Il rapporto di Caravaggio con queste ultime e, soprattutto, con i soggetti sacri fu però sempre controverso: moltissime opere a tema religioso che gli erano state commissionate furono poi rifiutate. Il modo in cui egli dipingeva affascinava i suoi contemporanei ma ciò che egli rappresentava, la vividezza e la schiettezza con cui lo faceva era troppo “umana” per essere accettata come oggetto di devozione e venerazione (spesso le sue opere avevano come sfondo ambienti popolari e malfamati come le osterie e le Madonne raffigurate hanno spesso il volto di popolane se non prostitute). caravaggio3
La sua attività artistica fu sempre ostacolata dal carattere del pittore. Assiduo frequentatore di taverne e luoghi poco raccomandabili, era spesso al centro di schiamazzi e risse. Durante una di queste Caravaggio uccise Ranuccio Tommasoni, con cui aveva già avuto altre discussioni precedenti. L’omicidio gli procurò la condanna alla decapitazione. L’unica cosa che potè fare fu fuggire immediatamente da Roma. Iniziò così una fuga affannosa dalla giustizia, che durò ben quattro anni. Da Roma raggiunse Napoli e successivamente Malta, dove venne arrestato per una nuova rissa. Riuscito ad evadere, fuggì in Sicilia, per poi fare ritorno nuovamente a Napoli dopo breve tempo.
Nel 1610, quando ebbe notizia che la sua domanda di grazia stava per essere accolta, Caravaggio prese nuovamente il mare a bordo di una feluca che da Napoli era diretta a Porto Ercole, allora territorio dello Stato dei Presidi Spagnoli. Il pittore portò con i suoi bagagli tre preziose tele (il San Giovannino Battista, il San Giovanni disteso e la Maddalena in estasi)

che erano a tutti gli effetti un salvacondotto per la salvezza, poiché intendeva donarli al cardinale Scipione Borghese per ringraziarlo dell’interessamento dimostrato. Giunto all’approdo di Palo (circa quaranta km da Roma) Caravaggio venne probabilmente scambiato per un criminale ed arrestato. Chiarito l’equivoco e liberato egli tentò invano di risalire a bordo della feluca e del suo prezioso carico.
Caravaggio cercò di recuperare le sue tele incamminandosi alla volta di Porto Ercole, dove arrivò stremato e senza riuscire a ritrovare l’imbarcazione. Non potè più riprendere il cammino perché morì di malattia il 18 luglio 1610 all’età di trentanove anni.
Uno dei tanti misteri irrisolti riguarda il destino delle tre tele che aveva con se Caravaggio. Alla morte del pittore vennero rivendicate da Scipione Borghese (a cui erano destinate), oltre che da altri nobili. A Scipione Borghese arrivò solo una tela (il San Giovannino oggi esposto nella Galleria Borghese), probabilmente il secondo San Giovanni lo ottenne il conte di Lemos e la Maddalena invece andò alla marchesa Costanza Colonna.stele feniglia
Tornando ai giorni d’oggi, dicevamo che non ci sono dubbi in merito al luogo di morte del Caravaggio, ovvero Porto Ercole (anche c’è chi ha avanzato e sostiene tuttora l’ipotesi che il Merisi non arrivò mai all’Argentario e morì a Palo Laziale). Fino a pochi anni fa c’era la convinzione che fosse morto sulla spiaggia della Feniglia, a pochi chilometri da Porto Ercole (dove una stele ricorda l’evento), invece nel 2001 nei registri della parrocchia di Sant’Erasmo, in un libro dei conti del 1656 viene rinvenuto l’atto di morte del Caravaggio che riporta l’ospedale di S. Maria Ausiliatrice nel paese dell’Argentario il luogo dove il pittore perì. All’epoca della morte, gli stranieri di misere condizioni venivano sepolti nel cimitero di San Sebastiano di Porto Ercole e sicuramente lì venne sepolto il Caravaggio. Tuttavia nel 1956 a causa dei lavori per l’ampliamento della strada di accesso al paese, gli scheletri dell’antico camposanto vennero trasferiti in una cripta dell’attuale cimitero.Facciata_Chiesa_di_Sant'Erasmo_Porto_Ercole_(GR)
Qui si sono concentrate le ricerche di un gruppo di scienziati, che dopo aver sondato anche le cripte del forte spagnolo e la cripta della chiesa di Sant’Erasmo, hanno selezionato gli scheletri rinvenuti ed effettuato numerosi test scientifici di assoluta attendibilità. Nel Giugno 2010 l’equipe di ricercatori ha ufficialmente sostenuto che le ossa ritrovate, con una percentuale di sicurezza pari all’85% sono quelle dell’artista.
Arriviamo infine al Luglio di quest’anno quando è stato inaugurato a Porto Ercole il parco Caravaggio, area monumentale funeraria intitolata al pittore, con la tumulazione, in un’urna, dei resti attribuiti a Michelangelo Merisi, artista sublime e maledetto.

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