idroscalo di orbetello

Idroscalo di Orbetello

Idroscalo di Orbetello

Curiosità dall’Argentario

L’era delle trasvolate

La laguna di Orbetello fu considerata sin dagli inizi del XX secolo un’ottima area per l’aviazione, in particolare per i velivoli in voga in quel tempo, gli idrovolanti. Acque poco profonde, con moto ondoso assai limitato e venti favorevoli: queste erano le condizioni che convinsero la Regia Marina, l’armata navale italiana di allora, a costruire un sito aereo poco prima che scoppiasse la prima guerra mondiale. La zona interessata fu la laguna di Levante, la quale presentava situazioni ambientali più favorevoli rispetto a quella di Ponente.

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veduta di orbetello – sulla destra la laguna di Levante (foto by lextra.info)

All’inizio il complesso doveva essere solo una base per apparecchi nel Medio Tirreno; poi, per le caratteristiche sopra menzionate, si decise di ampliare la struttura ed erigere un vero e proprio aeroporto, più precisamente un idroscalo. Esso era costituito da sei aviorimesse e da infrastrutture come gli scivoli, i piazzali e gli imbarcaderi. Altri edifici ospitavano il comando aeroportuale, i servizi tecnico-logistici e gli alloggi per il personale. La proprietà dell’area passò successivamente alla Regia Aeronautica, perchè si decise di trasformare il complesso da semplice deposito a base operativa di aerei bombardieri marittimi. Tale cambiamento è legato al corso degli eventi storici: temporalmente siamo nella seconda metà degli anni ’20, periodo in cui il fascismo in Italia instaura quella che presto diventerà una vera e propria dittatura con precisi intenti di espansione colonialista.

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L’idroscalo alla fine degli anni ’20

Tralasciando le implicazioni politiche, vanno evidenziati gli avvenimenti e le opere effettuate in laguna in quegli anni, a testimonianza dell’abilità e dell’ingegno italiano e la conseguente volontà di esportare tali pregi all’estero. Gli eventi a cui ci riferiamo sono le trasvolate mediterranee e atlantiche che, partendo proprio dall’idroscalo di Orbetello, suscitarono una vasta eco sia a livello nazionale che internazionale e sono legate alla figura di Italo Balbo, il grande aviatore.

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I piloti atlantici schierati in tenuta di volo – il primo è Italo Balbo (foto by www.mymilitaria.it)

E’ il 1928 quando ha inizio il “Tempo delle Grandi Crociere”: in quell’anno Balbo organizza con 61 velivoli la prima trasvolata nel Mediterraneo Occidentale, che tocca località di Francia, Spagna e Africa del Nord prima di far ritorno nella cittadina lagunare, per un totale di circa 2800 km percorsi. L’anno successivo si effettua la Crociera nel Mediterraneo Orientale (le aree interessate sono Grecia, Turchia, sud dell’Ucraina e Germania). Il 17 Dicembre 1930 parte la trasvolata più importante, capace di dar lustro all’Aeronautica Italiana: è la prima Crociera Atlantica che, attraverso l’Africa, raggiunge il Brasile con meta finale Rio de Janeiro. Protagonista è ancora Italo Balbo, a capo di una squadriglia composta da 14 idrovolanti con 56 uomini di equipaggio. Dieci anni più tardi, infine, una nuova traversata atlantica con arrivo a New York e ritorno.

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Aviorimessa di Pier Luigi Nervi (foto by areeweb.polito.it)

L’era delle trasvolate portò l’idroscalo di Orbetello al centro dell’attenzione mondiale: per questo fu deciso l’ampliamento del complesso sul versante orientale della laguna di Levante con la creazione della Scuola di Navigazione Aerea d’Alto Mare, che diventò ben presto celebrata anche all’estero, e altre edificazioni tra le

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aviorimessa di nervi

quali spiccarono due opere di alta ingegneria: le aviorimesse in calcestruzzo armato, progettate e costruite da Pier Luigi Nervi, che già si era distinto con la realizzazione dello stesso tipo di fabbricati a Orvieto. Quelle di Orbetello, rispetto a quelle della cittadina umbra, furono un vero e proprio capolavoro di ingegneria: ciascuno degli enormi edifici aveva infatti appena sei appoggi a terra, la volta a padiglione realizzata con travetti reticolari con cemento armato e la copertura con tegoli fissati semplicemente sui travetti. L’effetto fu di stupefacente bellezza.

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Ingresso del Parco delle Crociere

Purtroppo gli eventi della seconda guerra mondiale portarono alla distruzione dell’idroscalo di Orbetello: poco si salvò a causa dei bombardamenti alleati prima e al passaggio dei tedeschi in ritirata poi che minarono e fecero saltare tutto. Oggi, nell’area chiamata Parco delle Crociere, non restano che poche porzioni di edifici, piazzali, qualche cimelio ed un luogo eletto a ricordo, dove riposano le spoglie dei leggendari crocieristi. Si pensa a una riqualificazione della superficie creando un polo culturale, turistico e sportivo. Resta comunque un luogo da visitare per l’atmosfera che si respira e per l’importanza storica: essa riguarda non solo l’Argentario, ma tutta la nazione.

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Il monumento ai crocieristi (foto by fototoscana.it)

 

L’Hotel La Caletta, nel centro di Porto Santo Stefano e a pochi chilometri da Orbetello, è la location ideale per visitare i luoghi storici dell’Argentario. 

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