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Borghi di Maremma – Pitigliano

Borghi di Maremma – Pitigliano

La piccola Gerusalemme toscana sospesa sul tufo

Chi sceglie di visitare Pitigliano, allo scorgere di questo bellissimo borgo, non può fare a meno di fermarsi, incantato e meravigliato per lo spettacolo che si trova di fronte: un paese sospeso sulla sua rupe di tufo a forma di mezzaluna, isolata dal resto del territorio circostante grazie all’erosione millenaria di tre fiumi che le scorrono intorno. veduta

Chiunque l’abbia visitata ha avuto la medesima impressione: sembra che gli edifici siano un prolungamento naturale del tufo, che siano sorti per magia, e non per l’opera dell’uomo.
Pitigliano, distante circa 50 km dall’Argentario, ha origini antichissime: il suo nome deriva dalla gens Petilia, importante famiglia romana (la leggenda vuole che la fondazione del villaggio sia stata opera di due romani, Petilio e Celiano, da cui – unendo i loro nomi – sarebbe derivato Pitigliano), ma la nascita di questo borgo è da attribuirsi addirittura al periodo precedente agli Etruschi.
La sua collocazione fa pensare a una città fortezza inespugnabile, ma entrando in paese si nota che le sue forme sono ingentilite dal tocco del Rinascimento.
L’edificio più importante è senza dubbio Palazzo Orsini,palazzo orsini di origine medievale (la sua costruzione risale al XIV secolo), la residenza dei conti Orsini che fu ristrutturata per Niccolò III, nella prima metà del Cinquecento, dall’architetto Antonio da Sangallo secondo i canoni rinascimentali, evidenti negli stemmi, nelle porte bugnate, nella piazzetta con colonnato, nel pozzo esagonale, nell’elegante portale d’ingresso e nelle sale interne, ora sede del museo d’arte sacra.
Sulla piazza retrostante si trova la  fontana medicea9_Pitigliano_fontana_medicea-vi a cinque archi, preceduta dall’acquedotto seicentescopitiglianoacquedotto entrambi in perfetto stato di conservazione. Se l’inizio di Pitigliano offre un’atmosfera di ampio respiro, grazie anche alla splendida vista sulle valli sottostanti, addentrandosi, si incontrano i vicoli che rendono ancora più affascinante questo paese. Infatti, oltre la piazza principale, tre vie parallele si inoltrano nell’abitato, intersecate da una serie di viuzze pittoresche, caratterizzate da scalinate, loggette e decorazioni cinquecentesche.
La via principale conduce a un’altra piazza, dove si trova la Cattedralecattedraleprogenie, ampliata nel Settecento in forme barocche, con un enorme altare all’interno. All’interno della chiesa spiccano le tele di Pietro Aldi e di Francesco Vanni. A fianco della Cattedrale si eleva la torre campanaria mentre, in fondo alla piazza, si trova una stele in travertino recante sculture rinascimentali e sormontata da un piccolo orso araldico, nota come monumento alla progenie ursinea . Proseguendo si giunge alla punta estrema della rupe e alla Porta di Capisotto (o di Sovana), di fianco alla quale è conservato un tratto di mura etrusche del VI secolo a.C. B0027P 0180
Sicuramente Pitigliano è però ricordata per la presenza del ghetto ebraico, tanto da essere ribattezzata “La Piccola Gerusalemme”sinagoga. Il quartiere si trova a metà di via Zuccarelli, la strada sinistra parallela alla via principale. Gli ebrei furono ospitati forse fin della fine del quattrocento, e ben presto Pitigliano divenne per loro un  importante centro di rifugio nell’Italia centrale. Negli anni furono edificati la Sinagoga, il forno delle azzime, la scuola, le botteghe e altri spazi, spesso ricavati nella rupe tufacea, locali in parte già lavorati dagli scalpellini etruschi.  Quest’area costituì per alcuni secoli il cuore del quartiere ebraico, fino all’inizio del novecento, quando una lenta ma costante immigrazione degli ebrei pitiglianesi, verso città e centri più grandi prima,e le leggi razziali della seconda Cantina_Kasher_Piccola_Gerusalemme_Pitiglianoguerra mondiale poi, ne determinarono un lento ma graduale declino, culminato con la chiusura della sinagoga nel 1960. Essa è stata però recentemente restaurata ed è meta di visite da parte di turisti di tutto il mondo, insieme ad altri importanti locali che si trovano sotto l’edificio, come il bagno rituale o la cantina kasher.
Lasciando il centro abitato, e percorrendo la strada per Sorano, sul costone tufaceo e oltre il torrente che dà vita a una bella cascata, si trova il rinascimentale Parco Orsini Pitigliano-Parco_Orsinivie_cave_sovana_poggio_priscadi cui rimangono, in mezzo alla vegetazione, padiglioni, statue e sedili intagliati nel tufo. Da non perdere sono poi le Vie Cave, cunicoli scavati dagli etruschi nel tufo tra la fitta vegetazione, che collegavano il centro abitato alle necropoli, dove è stato allestito il Parco archeologico all’aperto.
Il borgo di Pitigliano deve essere una tappa della vostra vacanza nella nostra terra: dalle mistiche vie etrusche fino alle stalle e cantine ricavate nel dedalo di gallerie sotterranee lungo la rupe, tutto riconduce alla cosiddetta “civiltà del tufo” di cui la popolazione locale è erede orgogliosa, curando e conservando ciò che i propri avi hanno loro tramandato nei secoli.

 

L’Hotel La Caletta, nel centro di Porto Santo Stefano, rappresenta la location ideale per visitare gli splendidi borghi di Maremma

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